CONCORDIA MARITALE. IL MATRIMONIO EBRAICO A ROMA

CONCORDIA MARITALE. IL MATRIMONIO EBRAICO A ROMA

Dal 3 ottobre al 3 dicembre 2017 (in collaborazione con Poste Italiane)

Il Museo Ebraico di Roma inaugurerà il prossimo 2 ottobre la mostra “Concordia maritale. Il matrimonio ebraico a Roma”, che vuole illustrare gli aspetti religiosi, giuridici e sociali della cerimonia nuziale ebraica romana. La tradizione ebraica attribuisce al matrimonio una funzione centrale: è grazie a questo che si spezza la solitudine dell’uomo e si creano le premesse per la procreazione, primo esplicito compito della prima coppia umana. Nel matrimonio ebraico, che è un vero e proprio contratto tra i due sposi, riveste una particolare importanza la ketubbà, il documento con cui il marito si impegna a fornire alla moglie l’alimentazione, gli indumenti e le garantisce una somma di denaro in caso di divorzio e di vedovanza.

Presso il Museo Ebraico di Roma e l’Archivio della Comunità Ebraica di Roma sono conservati ottantasei splendidi contratti di matrimonio (Ketubbot) in pregiata pergamena di pecora, scritti a mano e decorati all’acquarello, risalenti ai secoli XVIII e XIX, tutti di produzione romana. L’arte di decorare i contratti matrimoniali ebraici ha trovato infatti a Roma uno dei luoghi di maggiore sviluppo in Italia. Nel secolo XVIII si sviluppò l’uso di arricchire la decorazione con scene bibliche e figure simboliche che richiamavano ed esaltavano le virtù muliebri e l’unità coniugale, secondo schemi e modelli diffusi a Roma in quel periodo. Era poi uso aggiungere gli stemmi che contraddistinguevano le famiglie dei due sposi.

Il valore sociale di questi documenti era molto importante, attraverso di essi le famiglie non solo manifestavano il proprio status sociale, ma spessissimo celebravano anche momenti esaltanti di libertà: molte sono le ketubbot decorate con i colori della bandiera francese risalenti dunque al favorevole periodo della dominazione napoleonica a Roma, e molte sono quelle con i colori della bandiera italiana, databili al periodo dell’Emancipazione, quando con l’Unità d’Italia, e soprattutto con la fine del potere temporale dei Papi e l’abolizione definitiva del ghetto, gli ebrei romani venivano finalmente equiparati agli altri loro concittadini.  

L’idea della mostra nasce anche per valorizzare un’importante recente donazione al Museo Ebraico di una collezione di undici ketubbot, ancora conservate nella medesima famiglia da ben tre secoli. Testimonianza non solo del forte legame con la tradizione, ma anche della fiducia conferita al Museo, che è diventato lo scrigno della memoria ebraica a Roma.

L’intera collezione sarà esposta in mostra, insieme ad una scelta tra le più belle ketubbot romane decorate già di proprietà della comunità ebraica di Roma. Fiore all’occhiello dell’esposizione è una splendida ketubbà romana del 1627, eccezionalmente prestata dal Museo Israel di Gerusalemme, che per la prima volta, dopo quattro secoli rientra nella sua sede originaria di produzione.

Per meglio illustrare il fasto della cerimonia è stata allestita anche una chuppah, il baldacchino nuziale, che rappresenta la coabitazione della nuova coppia, con i manti nuziali e gli altri ornamenti dedicati alla cerimonia. L’esposizione è arricchita da immagini fotografiche di matrimoni d’epoca, documenti d’archivio, libri di preghiera.

 

Via Catalana (largo 16 ottobre 1943)

Telefono:+39 0668400661

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